Il Vimercatese (Area Est della nuova provincia di Monza e Brianza) si estende tra i confini di Monza, Biassono e Lesmo, ad Ovest , e l’Adda, ad Est, con il territorio di Trezzo come estremo orientale ;a Sud, invece, oltre l’autostrada A4, esso comprende la sequenza lineare di centri che si sviluppa tra Brugherio e Trezzo, collegati dal reticolo viario preesistente.

I Comuni che appartengono al sistema del Vimercatese così definito sono quindi: Agrate Brianza, Aicurzio, Arcore, Basiano, Bellusco, Bernareggio, Brugherio, Burago di Molgora, Busnago, Carnate, Carugate, Cambiago, Caponago, Cavenago di Brianza, Concorezzo, Corezzana, Cornate d’Adda, Gessate, Masate, Mezzago, Ornago, Pessano con Bornago, Roncello, Ronco Briantino, Subiate, Trezzano Rosa, Trezzo sull’Adda, Usmate Velate, Villasanta e Vimercate .

Il territorio si connota come struttura o sistema reticolare policentrico,con alcune polarità interne: la “centralità dell’armatura urbana” di Vimercate, elemento caratterizzante il sistema rispetto alla “polarità urbana di rango superiore” di Monza; i “presidi territoriali” di Agrate Brianza, Villasanta e Trezzo sull’Adda; i “nodi territoriali” di Arcore, Concorezzo e Trezzano Rosa; ; una significativa dotazione di aree agricole ed un altrettanto significativo sistema di reti ecologiche di rilievocome il Lambro, l’Adda, il Molgora, il Rio Vallone e altri corsi d’acqua minori, oltre ai grandi parchi, di rilevanza sovralocale (Cfr.: Ferraresi, 2000; Ferrraresi, Moretti, Facchinetti, 2004).A fronte di questo ricco panorama però legrandi infrastrutture viabilistiche (es. Pedemontana, Tangenziale Est esterna) , alcuni “attrattori principali” legati alla produzione,l’abnorme rete della distribuzione commercialesono spesso effetti di una politica territoriale frammentatae di uno scarso coordinamento fra Comuni .Oggila situazionerichiede necessariamente un costante monitoraggio ed una significativa pianificazione in difesa del territorio e della qualità dell’abitare , in terminidi cooperazione degli interventi da parte delle le amministrazioni locali. A questo scopo ènata recentemente la“rete di comuni”costituita da enti locali che hanno dato origine a diversi organismi, quali: il Coordinamento per la gestione sovraterritoriale dei servizi sociali, i Centri Lavoro, il Sistema Bibliotecario del Vimercatese, ilConsorzio Est Milano per la raccolta differenziata e il Consorzio Acqua Potabile.

Questo sforzo apprezzabiledeve peròessere ulteriormente rafforzato e deve tradursi in azioni coerentiperché soltanto in questa ottica può scaturire quell’identità territoriale e culturale grazie alla qualei soggetti individuali e collettivi cheabitano il territoriopossono maturare un forte senso di appartenenza ad esso,sentendolo davvero come un patrimonio non soltanto da conservare, ma da sviluppare e valorizzare, facendone la base dei propri progetti di crescita economica ma, soprattutto, sociale e culturale. L’identità diviene così un operatore attivo di connessioni tra soggetti per l’inserimento del territorio nel grande gioco delle reti globali.

Per le aree urbane l’identità territoriale non è più storicamente garantita: oggi questa identità deve essere attivamente cercata e costruita, in quanto può scaturire solo da un progetto che faccia da “collante” di un insieme complesso di azioni negoziali, concorrenziali, cooperative e talvolta conflittuali, che si sviluppano a diversi livelli territoriali e che operano su una molteplicità di piani diversi.

Ma creare coesione sociale significa ancheprendersicura delle interazioni e delle relazioni tra le persone e il loro ambiente,allora bisogna assumere lo spazio come risultato di processi di attribuzione di senso e di valore, sotto forma di rappresentazioni cognitive, di relazioni affettive, di comportamenti che induce od ostacola. Il territorio “ come rete” quindi deve essere, per i soggetti individuali e collettivi che lo abitano, un insieme integrato di luoghipercepiti e vissuti in modo da facilitare il più possibile la creazione di uno sfondo condiviso di significati e di valori.

Anche la scuola,in questo contesto, assume un ruolo significativo e non può rinunciare alla formazione culturale e critica della persona, formazione che è sottesa anche nelle nuove competenze di base menzionate nelle Conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona (paragrafo 26) e che sono:

  • le competenze relative alle tecnologie dell’informazione;
  • la conoscenza delle lingue straniere;
  • una cultura tecnologica;
  • lo spirito d’impresa;
  • le competenze sociali.

Queste competenze di base costituiscono“ gli strumenti indispensabili alla partecipazione attiva nella società e nell’economia della conoscenza” –sul mercato del lavoro e sul luogo di lavoro stesso,in seno a comunità “reali” e virtuali, nonché in una democrazia – in quanto persona dotata di una percezione coerente della propria identità e dell’orientamento della propria vita. Alcune di queste competenze, quali l’alfabetizzazione digitale, sono del tutto nuove, mentre altre, tra cui la conoscenza delle lingue straniere, acquisiscono, rispetto al passato, un’importanzamaggioreAnche le competenze sociali, quali la fiducia in sé stessi, l’autodeterminazione , la capacità di assumere rischi e di prendere decisionisono sempre più determinanti, in quanto si suppone che le persone acquistino sempre maggiore autonomia rispetto al passato. Le competenze relative allo spirito imprenditoriale si traducono nella capacità dell’individuo di migliorare la sua prestazione sul piano professionale e nella capacità di diversificare le attività . Esse favoriscono anche la creazione d’ impiego, sia nelle società esistenti, in particolare nelle piccole-medie imprese (PMI) ,che nell’ambito del lavoro autonomo.

Un’ efficace azione di formazione dovrebbe prevedere un intervento in grado di armonizzare la preparazione culturale con quella professionale operando, contemporaneamente, sul versante del potenziamento di abilità e capacità pratico-operative negli studenti e su quello dell’analisi del mondo del lavoro e delle istanze formative collegate alla possibilità di sviluppo dell’economia italiana ed europea, partendo dalla costituzione di un polo di osservazione e di ricerca occupazionale. Laformazione dei docenti, come degli studenti, sarà tesa a potenziare e favorire sempre di più un proficuo incontro-confronto con figure professionali esterne alla scuola, con le quali collaborare, al fine di creare un utile travaso di esperienze, metodologia e cultura.

Imparare ad apprendere, sapersi adattare al cambiamento e gestire i grandi flussi d’informazione sono le competenze generali di cui ciascuno di noi oggi deve disporre.

Il nostro Istituto è collegato ai paesi limitrofi da una fitta articolazione di mezzi pubblici e privati. Da Vimercate, Bellusco e Bernareggio è possibile recarsi a scuola anche utilizzando le piste ciclabili.

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